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domenica 17 marzo 2013

I Baci di Dama in una fredda giornata marzolina

Niente di meglio di una bella ricetta nordica per celebrare il mio ritorno sulle scene. Questo marzo a Londra si sta prospettando tutt'altro che semplice: laddove l'anno scorso avevavo i peschi in fiore e temperature quasi estive, quest'anno, tra pioggia, nebbia e freddo, stiamo decisamente viaggiando su altri standard. Non mi resta che tenere le dita incrociare e sperare che per pasqua (tra un paio di settimane) ci riassesteremo sulle medie di stagione, in previsione dell'arrivo della mia ex collega e amica da Parigi. Spero di potermi dare ad un week end lungo all'insegna delle incursioni nel gusto, alla scoperta di mercatini e dei negozietti dove andare a scovare tante piccole delizie gastronomiche, tipo specialita' casearie e olii aromatizzati. Perche' contrariamente a quanto I piu' possano pensare, anche a Londra e' possibile.

Comunque, tornando al presente, dopo una settimana di dieta tristissima, punteggiata di piattini a base di spinaci sconditi e uova bollite, mi sono concessa una domenica deliziosamente peccaminosa, invitando a pranzo una coppia di amici e, approfittando del tempo inclemente, ho servito un pranzo squisitamente invernale: la polenta al sugo con le polpette. Per concludere degnamente un pasto non proprio leggero, assieme al caffe' e al delizioso liquore al cioccolato di mamma, ho potuto offrire qualche Bacio di Dama.
 
Baci di Dama li ho preparati ieri pomeriggio, seguendo la ricetta del blog di Alessia Gavioli, che, per come la vedo io, e' sempre un'ancora di salvezza per qualsiasi foodie alla ricerca di ispirazione. Perche' Londra sara' pure la citta' giusta per sperimentare e scoprire localetti sfiziosi per il brunch, ma quando fuori l'unidita' ti penetra direttamente nelle ossa ed il cielo e' color grigio mal di testa, e' sempre un piacere pasticciare in casa e radunare qualche amico per condividere un po' di quel calore casalingo che consiste  nel sedersi attorno al tavolo, brindare con un bicchiere di vino buono e servire piatti che, almeno in parte, ci ricordano delle nostre tradizioni.
 

sabato 5 marzo 2011

Pizzelle abruzzesi (mamma docet)

Passato il periodo di relativo scoglionamento che mi ha tenuta lontana dai fornelli - perchè del resto anche per creare qualcosa di buono occorre avere il giusto mood - ritorno prepotentemente in sella con uno dei grandi classici della mamma, le pizzelle (note ai più come ferratelle) abruzzesi.

E allora questo pomeriggio, dopo aver mantenuto una corrispondenza strategica con un paio di recruiter inglesi, perchè "London calling", ora come non mai, e prima di rituffarmi a pesce sullo studio dei preventivi del nostro viaggio di nozze sui generis, mi sono concessa un'oretta di svago dolciario, preparando proprio questa splendida specialità, in onore delle mie origini majellesi.

La preparazione di questo dolce presuppone l'utilizzo di un apposito ferro elettrico, adatto a conferire a questa sorta di frittelle la loro caratteristica forma. Credo sia leggermente difficile da trovare, però, in negozi di casalinghi comuni, fuori dal territorio regionale.

Ad ogni modo, ecco la ricetta per una quarantina di pizzelle:

6 uova medie
6 cucchiai rasi di olio di semi
6 cucchiai rasi d'olio d'oliva
6 cucchiai di zucchero
6 cucchiai colmi di farina 00 setacciata
la buccia grattugiata di un limone bio
olio q.b per continuare a ungere il ferro da pizzelle, man mano

La preparazione è piuttosto semplice: basta montare a neve ferma (io ho usato le fruste elettriche) i 6 albumi, quindi incorporare poco per volta i tuorli, lo zucchero, l'olio, la farina e la buccia del limone.
La pastella così creata va versata, con l'ausilio di un mestolino, e solo poco per volta, al centro del ferro aperto e preriscaldato. Chiudendo il ferro e aspettando qualche secondo prima di riaprirlo e staccare la singola pizzella, il calore avrà fatto il suo lavoro condensando il composto.

Consiglio vivamente di mangiare le pizzelle entro un paio di giorni, quando ancora sono fragranti. Spalmate di marmellata di more casalinga o di nutella sono veramente la colazione ideale.


lunedì 6 dicembre 2010

Nevica, governo ladro! E noi prepariamo una simil-Sacher

Stasera sono tornata da Milano completamente intirizzita. Mi sono bastati quei fatali 50 metri che separano Rinascente da Sephora per ridurre le mie manine improvvide, sguarnite - dimenticanza mia - di guantini, in due pezzetti di ghiaccio color blu mirtillo. Del resto occorrerà pure pensarci con qualche giorno d'anticipo ai regali di Natale, senza contare che io odio girare per il centro riducendomi all'ultimo tuffo, spingendomi a forza contro blocchi di masse isteriche e deliranti alla ricerca dell'ultimo paio di stivali taglia 37 rimasto in tutta la Lombardia. Anche no, grazie.

Ma è inutile girarci attorno, il migliore acquisto del 2010 è stato il Kitchen Aid rosso fiammante che mi è arrivato qualche giorno fa tramite corriere, ultimo prodotto delle mie scorribande di shopping online. Oltre che bello si è rivelato utilissimo: l'ho immediatamente messo alla prova nella preparazione della classica Chocolate Trifle Cake, ricettina trovata su "How to be a domestic goddess" di Nigella Lawson. A dirla tutta ho cercato di ingentilirla un po', sostituendo la marmellata di arance al ripieno cioccolatoso originariamente previsto.

Ingredienti:

400 gr di farina
300 gr di zucchero bianco
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
50 gr di ottimo cacao in polvere
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale fino
200 ml di panna liquida
3 uova medie
150 ml di olio di semi
175 gr di burro fuso, raffreddato
250 ml di acqua naturale, fredda.
1 vasetto di marmellata di arance

Per la glassa

130 gr di burro a pomata
50 gr di zucchero a velo
120 gr di cioccolato fondente
1 fialetta di essenza all'arancia

Il procedimento è lo stesso dei muffins: il segreto è separare, inizialmente, gli ingredienti secchi da quelli liquidi. Quindi, in una capiente ciotola ho mischiato la farina con lo zucchero, il cacao, il lievito, la vanillina, il bicarbonato ed il sale; in un altro contenitore ho sbattuto velocemente le uova con la panna.
 Qui entra in gioco il mio giocattolo nuovo: a velocità sostenuta ho azionato le fruste per emulsionare ben bene acqua, olio e burro fuso, quindi ho aggiunto gli ingredienti secchi tutti assieme e, solo quando il composto, dopo un paio di minuti, cominciava a diventare omogeneo, ho versato a filo le uova con la panna. Con la pala piatta il fidato Kitchen Aid ha provveduto a velocità moderata ad amalgamare tutti gli ingredienti per creare una crema abbastanza consistente e priva di grumi.

Ho infornato la pastella in una teglia rotonda con cerniera, attentamente imburrata, a forno già caldo (180°) per circa un'ora. Ho lasciato quindi la torta a freddare su una graticola e, nel frattempo, mi sono dedicata alla glassa. Niente di più facile, è bastato amalgamare il burro a temperatura ambiente con il cioccolato fuso in un pentolino, aggiungente lo zucchero a velo setacciato e la fialetta di essenza all'arancia.

Per completare l'opera, ho spaccato la torta ormai fredda a metà, aiutandomi con un filo, farcendo il disco sottostante con una generosa spalmata di marmellata di arance. Con una spatola di silicone ho quindi spalmato la superficie del dolce, bordi compresi, con la crema al cioccolato fondente. Ancora più deliziosa , questa simil-Sacher, se accompagnata da una buona tazza di The Earl Grey in una fredda domenica invernale, mentre fuori nevica.

sabato 25 settembre 2010

Un cuore di pistacchio: Trinacria e Perfida Albione

Ingredienti:

125 gr di biscotti Digestive
75 gr di burro
1 spolverata di cannella
500 gr di Philadelphia
200 ml di panna montata
60 gr di zucchero a velo
2 cucchiai colmi di crema di pistacchio
2 lime
1 fialetta di estratto di vaniglia
30 pistacchi
violette candite a piacere

Per non dimenticare del tutto l'estate, ora che comincia a fare freschino e ripartirà l'incubo del cambio stagione negli armadi, ho resumato una ricetta della cara vecchia (si fa per dire) Nigella Lawson, aggiungendo un'importante variazione sul tema: la crema di pistacchio di Bronte comprata da Castroni in primavera. Questa magnifica cheesecake a forma di cuore l'ho portata a cena da una coppia di amici, per concludere degnamente una serata in stile BBQ. Devo ammettere che se avessi aggiunto un paio di cucchiai di zucchero in più, sarebbe riuscita anche meglio. Però in fondo, per essere scenografica, è scenografica!

Prepararla è stato facilissimo: si mescolano i digestive ridotti in polvere con il burro fuso e la cannella e, come di consueto, si dispone questa sabbietta umida sulla base di una teglia a cerniera imburrata (diametro 20 cm), quindi si ripone in freezer per farla indurire.

Si monta a parte ben bene il formaggio morbido con la panna - io la compro già montata - per poi incorporare il succo di due lime, lo zucchero a velo, l'estratto di vaniglia e due generose cucchiaiate di crema di pistacchio. Il composto viene quindi spalmato in modo uniforme sulla base di biscotto e poi via di nuovo in freezer per un'oretta, quindi si lascia riposare in frigo. Poco prima di servire, ho cosparso la superficie del dolce con i pistacchi sbriciolati, decorandola a mio gusto con le violette candite. Il contrasto tra il verde ed il viola, a mio parere, è molto d'effetto. E forse, l'avrete capito, la cheesecake è uno dei miei dolci preferiti : )

domenica 29 agosto 2010

Tiramisù versione tropical

Ingredienti

Una ventina di savoiardi (o una trentina di Pavesini, che è meglio)
1 Scatola piccola di ananas conservato nel suo succo
200 gr di cocco a pezzetti
500 gr di mascarpone
5 uova medie
5 cucchiai di zucchero
2 quadretti di cioccolato bianco (opzionale)


Per illuderci che l'estate non sia finita, ecco una ricetta che più classica non si può, riveduta e corretta per la gioia dei palati alla ricerca di sapori estivi. Mi vengono in mente le granite e i gelati mangiati in vacanza, la mega coppa assaggiata al Sony Center di Berlino e mi guardo indietro con una lacrimuccia. Erano solo un paio di settimane fa, ma sembra passata una vita! Nel frattempo mi aggrappo a quel che rimane della mia pedicure blu puffo, perchè non voglio rassegnarmi al tempus fugit e all'inevitabilità della valanga di lavoro che mi sommergerà a settembre.

Ma torniamo al dessert. Si tratta di un banalissimo tiramisù, preparato secondo la consueta ricetta che prevede, per ogni etto di mascarpone, un cucchiaio di zucchero e un uovo. Se vogliamo, questa volta non mi è nemmeno riuscito a regola d'arte, perchè le uova erano quelle "maxi", e probabilmente avrei dovuto utilizzarne una in meno. Inoltre, con mio sommo dispetto, al Supermercato sotto casa a Roma avevano finito i Pavesini e mi sono dovuta arrangiare con i panicciosi savoiardi, un tipo di biscotto che sicuramente non prediligo.

Ad ogni modo, per alleggerirlo un po' e renderlo più adatto al clima, ho creato questo tiramisù intingendo i savoiardi nel succo dell'ananas in scatola e, dopo aver preparato la crema come di consueto, aggiungendo gli albumi montati a neve alla fine, sono andata avanti a creare una serie di strati biscotto-crema-frutta, fino ad esaurimento ingredienti. In frigo qualche ora, et voilà. Un'aggiunta particolarmente felice è la classica grattatina di cioccolato bianco in cima alla "creazione".

martedì 17 agosto 2010

Sfogliata alle pesche in una splendida giornata d'agosto

Per farla breve, la ricetta in questione è tratta da questo blog. L'idea di prendere a piene mani ispirazione da questa blogger viene dalla voglia di presentare qualcosa di dolce, estivo e allo stesso tempo piuttosto originale agli amici che ieri ci hanno ospitato a casa loro, per un lungo pomeriggio di relax e tuffi in piscina.

La preparazione rimane praticamente la stessa, le uniche modifiche consistono nella sostituzione della creme fraiche con la panna fresca (250 ml anzichè 100 ml) e nell'aggiunta di una spruzzatina di rhum per sfumare la cottura in tegame delle fettine di pesca.

Ed ecco una torta fresca, saporita, ideale da consumere bevendo un bel mohito (tipo quelle preparato ieri da Raffaella) durante una calda serata estiva.

domenica 2 maggio 2010

Brownie marmorizzato al burro d'arachidi

Eccovi una variante del brownie che ho scovato curiosando tra le ricette delle mie bloggers preferite. Questa è di qualche mese fa, tratta dal sito di Genny. Perchè tutti questi brownies concentrati in così poco tempo, si chiederà qualcuno... E' molto semplice: trovo che sia una ricetta ottima per smaltire il surplus di uova di pasqua che ci riempiono casa da marzo all'inizio dell'estate (a casa mia capita , perchè ne ricevo ancora tante, quasi fossi ancora una bimba). In più, è semplice, veloce da preparare e non mi toglie troppo tempo in questi giorni, che sono occupatissima al lavoro fino a tarda ora e contemporaneamente devo pensare ad organizzarmi per il week end a Londra e per il viaggetto a New York di fine mese... Eccola:


Ingredienti

115 gr di burro
170 gr cioccolato fondente
70 gr farina
20 gr cacao amaro in polvere
1 bustina di lievito per dolci
1/4 di cucchiaino di sale
120 gr di zucchero di canna
3 uova
1 bustina di vanillina

Per la copertura al burro d'arachidi
50 gr burro fuso
40 gr zucchero bianco
200 gr  di burro d’arachidi
1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 160° e imburrare della carta da forno, posizionandola all'interno di uno stampo per plum cakes.  Far fondere il cioccolato con il burro, lasciar freddare, quindi unire la farina setacciata, il lievito, il sale e lo zucchero. Per concludere, aggiungere la vanillina.

Preparare la copertura, mescolando tutti gli ingredienti tra di loro fino ad avere un impasto liscio. Il burro d'arachidi, per altro, ormai si trova facilmente anche al supermercato. Io preferisco la varietà non perfettamente liscia, che permette di sentire la consistenza croccante delle noccioline sotto i denti.

Versare un terzo dell’impasto al cioccolato nello stampo, coprire con parte dell'impasto al burro di arachidi, poi aggiungere dell'altro impasto al cioccolato e finire con la restante crema al burro d'arachidi. Mescolare con un coltello per creare l’effetto marmorizzato. Infornare per 45 minuti , poi lasciare raffreddare a tagliare a quadrotti.

mercoledì 14 aprile 2010

Cheesecake al lime e marmellata di more per festeggiare la prima grigliata primaverile

Si sta benissimo al sole, quando il sole si decide a fare capolino, anche se siamo ad aprile e la temperatura quest'anno sembra faticare ad alzarsi. Infatti sabato siamo stati a casa di amici, che hanno un bel terrazzo ampio, e ci siamo goduti assieme la prima grigliata di carne all'aperto della stagione.


Inutile sottolineare che non potevo esimermi dal presentarmi con un dolce. Vuoi che mi piace prepararli, vuoi che trovo un bel segno di amicizia il fatto di presentarsi a casa delle persone alle quali si vuol bene con un dono delizioso, sabato ho portato una cheesecake fredda da gustare al termine di un pasto parecchio impegnativo.

Ingredienti

125 gr di biscotti digestive
75 gr di burro
1 pizzico di cannella in polvere
300 gr di philadelphia
300 gr di panna montata
50 gr di zucchero a velo
2 lime
1 bustina di vanillina
3 cucchiai colmi di marmellata di more

Si crea molto semplicemente la base della torta facendo fondere il burro e mescolandolo con i biscotti ridotti in polvere (frullatore o matterello, a voi la scelta) e con un pizzico di cannella. Si pone questa sorta di "sabbia" inumidita sul fondo di una tortiera di 20 cm di diametro, precedentemente rivestita di carta da forno, schiacciandola come si deve, per poi livellarla con cura aiutandosi con la forchetta. La base va quindi riposta in freezer, durante la preparazione della crema.

Preparare il "sopra" è quasi banale: occorre solo montare con le fruste elettriche il formaggio spalmabile (io uso il Philadelphia perchè la ricetta originale della New York cheesecake lo contempla), con lo zucchero a velo, la vanillina ed il succo e la scorzetta grattugiata di un lime. Questo frutto accentua la componente amarognola e acidula della torta, formando un contrasto di sapori con la base molto dolce che, secondo me, è tanto insolito quanto sofisticato. Per ultimo, si aggiunge la panna montata, mescolando bene il composto spumoso così ottenuto. Con l'ausilio di una spatola non si fa altro che piazzare il tutto sulla nostra base, distribuendovi sopra accuratamente la crema, e poi riporre la teglia in frigo per almeno 4 o 5 ore prima del momento di servirla.

Io l'ho presentata spalmata di marmellata di more leggermente liquefatta in un pentolino posto un minuto sul fuoco e guarnita con delle fettine di lime. Molto fresco, estremamente primaverile.

martedì 6 aprile 2010

Pic nic di Pasquetta con il Brownie

Auguri in ritardo! Insomma ieri, sperando in un tempo abbastanza clemente, io ed il mio fidanzato abbiamo deciso di aggregarci al suo fratellino con relativa morosa per la classica gita fuori porta di pasquetta. Inutile dirlo, ha piovuto tutto il tempo. O meglio, attaccava a piovere ogni volta che mettevamo piede fuori dalla macchina. Non tanto, eh... Giusto quanto bastava per sottolineare che anche se eravamo una bella compagnia di stupidotti pronti a divertirci, non proprio tutto poteva dipendere dalla nostra volontà di fare festa.

A parte questo, il paesino meta della nostra scampagnata è stato Civita di Bagnoregio, un borgo medievale arroccato su un'altura rocciosa, ormai quasi del tutto spopolato, in provincia di Viterbo. E lì, ho colto l'occasione per acquistare una grappa al miele (buonissima!) ed una bottiglia di liquore alle erbe aromatiche che mi ispirava particolarmente, il tutto prodotto da un vinicultore del luogo.

Approfittando di un raro momento di tregua dalla pioggia, abbiamo consumato un pranzetto goloso, anche se sufficientemente frugale, a base di panini fatti in casa, torta salata e l'immancabile brownie, dolce adatto allo smaltimento delle quantità industriali di cioccolata che girano per casa in questo periodo festivo.

Questa ricetta, in particolare, mi è stata fornita dalla mia amica Raffaella e, a mio parere, dà proprio il meglio di sè quando viene servita calda e accompagnata da una pallina di gelato, gusto caramello o crème brulée.

Ingredienti

250 gr di cioccolato fondente
150 gr di burro
3 uova
150 gr di zucchero
60 gr di farina
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

Ho messo a fondere in un pentolino antiaderente il cioccolato con il burro e, nel frattempo, ho sbattuto bene le uova intere con lo zucchero ed un pizzico di sale. Ho quindi unito a questa sorta di zabaione la farina setacciata con la vanillina ed il cioccolato fuso. Per finire, ho infornato il tutto in uno stampo da plum cake precedentemente rivestito di carta da forno imburrata. Il trucco per un buon brownie è la consistenza del composto, che dev'essere perfettamente liscia e priva di grumi e la temperatura del forno, che occorre accendere con un certo anticipo, regolandolo alla temperatura di 180°. Tenendo il dolce in forno per circa trenta minuti, la consistenza sarà compatta e deliziosamente "screpolata" esternamente, ma ancora praticamente liquida all'interno. Per quanto mi riguarda, questo è il giusto punto di cottura del brownie. Chi gradirà un dolce più compatto. dovra soltanto tenerlo al caldo per almeno una decina di minuti in più. Ma a quel punto il cioccolato avrà perso il suo aspetto di lava incandescente e, con esso, se ne sarà andata parte del divertimento. Un dessert davvero peccaminoso, ma per appetiti robusti... come noi quattro ; )

lunedì 22 marzo 2010

Dolci scambi: crostata alla ricotta e cioccolato

Adoro avere qualcosa di dolce da mettere sotto i denti quando torno da un viaggio, o anche solo dalla scampagnata di un giorno. Sabato, con un paio di amici, abbiamo trascorso la giornata a Orvieto, approfittando del Fantasy Horror Award, prima manifestazione del suo genere in Italia, per riuscire finalmente a visitare questa deliziosa cittadina medievale, per altro vicina alla Capitale o, almeno, a un'ora e mezza di macchina da casa. Nota assolutamente positiva, assieme alla bellezza del Duomo e della Rocca, è stata il pranzo meraviglioso in un locale segnalato dalla Guida del Gambero Rosso, Piazza del Popolo, collocato appunto nell'omonima piazza. Quegli Umbrichelli al tartufo nero, che meraviglia! Be', ho gradito così tanto che merita un minimo di pubblicità... E poi è sempre bello incontrare persone che amano il proprio lavoro, come il cuoco/proprietario, che è venuto direttamente al nostro tavolo per fornirci qualche piccolo consiglio e spiegarci i piatti della tradizione e quelli riveduti e corretti. E' sicuramente di ispirazione per chiunque ami la cucina!

Ad ogni modo, tornando a casa ho imballato e imbustato una crostata preparata la sera prima, per fare in modo che il mio moroso potesse portarla a casa dell'amico che lo ospita in occasione delle partite della Roma. Con la mamma di Marco, l'amico in questione, ormai, si sta instaurando un proficuo do ut des in materia dolciaria: siamo contente di scambiarci ricette e fette di dolce in cambio di chicche e consigli. Per rispondere adeguatamente ad un piccolo cadeau a base di muffins al cacao, ho confezionato in suo onore una bella crostata con ricotta, pere grattugiate e gocce di cioccolato. Ora scusate, vado ad estrarre i calzoni dal forno, e vi lascio con la ricetta.

Ingredienti

120 gr di farina per dolci
100 gr di zucchero
125 gr di burro leggermente salato
1 uovo
2 tuorli
scorza grattugiata di un limone

Per il ripieno:
200 gr di ricotta di mucca
80 gr di gocce di cioccolato
2 piccole pere coscia
1 cucchiaino di bourbon
2 cucchiai colmi di zucchero
1 tuorlo per spennellare la frolla

Ho creato sul tavolo della cucina una piccola fontata con la farina, lo zucchero ed il burro ammorbidito, al cui centro ho posto l'uovo intero, i tuorli e la scorza grattugiata di un bel limone bio. Il burro che uso per queste preparazioni è il classico danese Lurpak, leggermente salato, che permette di evitare anche il solito pizzichino di sale di rito. Ho impastato velocemente in modo da ottenere una palla liscia ed elastica (come dice chi ne sa, della stessa consistenza del lobo dell'orecchio), che poi ho avvolto nella pellicola per alimenti e riposto una mezz'ora in frigo.

Nel frattempo ho acceso il forno, portandolo alla temperatura di 200° e mi sono dedicata al ripieno, passando dell'ottima ricotta di mucca nello schiacciaverdure, o schiaccia patate, come vi pare. Nella stessa ciotola in cui ho fatto colare la mia ricotta ho aggiunto due piccole pere coscia grattugiate - le pere coscia, a mio avviso, hanno proprio la dolcezza giusta per la preparazione di un dolce come questo - le gocce di cioccolato e lo zucchero, quindi ho lavorato gli ingredienti con una spatola, fino ad ottenere una bella crema liscia. Da ultimo, ho versato giusto un cucchiaino di bourbon Vecchia Romagna.

Finalmente, ho steso la pasta con il matterello, creando un disco alto circa 5 mm, che ho debitamente bucherellato con la forchetta e posizionato, su carta da forno, in una tortiera dal fondo estraibile di 20 cm di diametro. All'interno ho spalmato il composto a base di ricotta, terminando con delle piccole decorazioni a griglia fatte pasticciando con la raganella e la pasta frolla avanzata, che ho spennellato cun un tuorlo d'uovo prima di infornare. Via al caldo per non più di 25-30 minuti, et voilà! Fonti ben informate rivelano che la crostata sia finita in men che non si dica ; )

lunedì 15 marzo 2010

Try a little tenderness: il Mont Blanc

Non c'entra un gran che con la prossima ricetta, ma volevo assolutamente condividere con voi la grande gioia che mi assale ogni volta che penso al nuovo ristorantino cino-giapponese che ha aperto proprio qui all'angolo e che potrebbe salvarmi in corner in più di un'occasione; per esempio, quando torno troppo tardi dall'acquagym per aver davvero voglia di cucinare - eh sì, capita anche ai migliori. Se poi si tratterà di vero amore o di un fuoco di paglia, lo scopriremo solo col tempo. Quanto meno i menù, tanto quello cinese, quanto quello nipponico, sembrano abbastanza promettenti, ed il fatto che il ristorante in questione prepari anche piatti d'asporto da portare comodamente a casa di certo costituisce un forte incentivo.
Ma ora parliamo di cose "serie": può mai essere domenica senza che a fine pranzo venga servito il dessert? La domanda è un tantino retorica, ma serve a introdurre il dolce che ho presentato al mio entusiasta assaggiatore ufficiale (anche conosciuto come il mio fidanzato). Avevo delle castagne già lessate e pronte per l'uso in freezer e mi sembrava il momento di utilizzarle e liberare un po' di spazio per i già menzionati hamburger fatti in casa dalla mia mamma. La scelta di preparare un mont blanc, quindi, si è rivelata quasi obbligata... Senza contare che si tratta del dolce preferito del suddetto assaggiatore! Ecco che quindi ho fatto di necessità virtù, sperimentandomi per la prima volta nella creazione di questo morbidissimo dessert, leggermente fuori stagione ; ) Inutile precisare che questo piccolo mont blanc (piccolo, sì, perchè avevo solo 300 grammi di castagne) è finito nell'arco di una serata! Le dosi qui sotto vanno bene per una coppia di golosastri come me e la mia dolce metà.

Ingredienti

300 gr di marroni o grosse castagne
250 ml di latte intero
1 cucchiaino raso di cacao in polvere
75 gr di zucchero
1/2 bicchierino di rum
200 ml di panna montata
100 gr di meringhe
qualche violetta candita per guarnire (facoltativa)

Anche in questo caso la comodità di avere qualcosa di già cotto e pronto in freezer è stato un fattore determinante. Nel caso in cui non si fosse così fortunati, poco male, basta avere un'oretta di tempo in più a disposizione per lessare e sbucciare le castagne. Il procedimento infatti prevede che i marroni, o le castagne, appunto, sui quali saranno state applicate delle piccole incisioni, vengano messi a cuocere per 40/50 minuti in una pentola, appena coperti d'acqua e quindi sbucciati e privati anche della pellicina scura interna. Saltato grazie al cielo a pie' pari questo step, ho semplicemente messo a cuocere ulteriormente le castagne nel latte per una ventina di minuti, fino a quando le ho sentite tenere sotto il cucchiaio di legno. Naturalmente questo passaggio è indispensabile, a prescindere dal fatto di avere le castagne già pronte, o di doverle prima far cuocere in acqua. Una volta morbide, quindi, le ho passate nello schiaccia patate ed ho mescolato la purea così ottenuta, una volta fatta freddare a temperatura ambiente, con il rum, lo zucchero ed il cacao in polvere. Ho lasciato raffreddare ulteriormente il composto in frigo per circa un'ora, in modo da fargli assumere consistenza e, da ultimo, l'ho ripassato nello schiaccia patate così da ottenere tanti simpatici vermicelli. Per concludere, ho servito il mont blanc utilizzando una formina tonda e decorandolo con sbuffi di panna montata, e circondandolo con meringhe sbriciolate e violette candite (anche queste ultime frutto dell'ultimo raid da Castroni). Come direbbe Julia Child, "Bon appetit!"

sabato 6 marzo 2010

Bavarese al rum e mandarino

Ed eccoci arrivati al week end! Sono finalmente riuscita a fare un salto su in Brianza dai miei, che non vedevo da Natale, anche se come di consueto si tratta più di una toccata e fuga che di una visita con tutti i crismi. Quindi questo pomeriggio mi darò al relax più spudorato, e intendo dire che voglio fondermi con il divano del salotto e vedermi almeno un paio di bei filmoni in compagnia di mamma, babbo e zia. Stamattina dal dentista mi sono stressata anche troppo, per i miei gusti ; ) Per il momento "cinema" proporrò Revolutionary Road di Sam Mendez, che l'anno scorso ho bucato per eccesso di impegni cinematografici e stasera, dopo una bella cena a base di pizze fritte e salame - la cena dei campioni - pensavo al Duello Frost Nixon. Un filmone impegnato ma non pesante che potrebbe sicuramente piacere al mio pubblico.
Prima di tutto questo, però, smaltisco davanti al pc il favoloso pranzo di oggi, approfittandone per postare la ricetta della Bavarese al rum e mandarino che ho sfoggiato per il pranzo domenicale coi nonni del moroso settimana scorsa. E' venuta proprio bene, vellutata e non pesante, lontana anni luce dalla consistenza paludata di certe panne cotte/budini che mangi in giro... Tra l'altro, la creazione è stata alquanto utile per levare di mezzo tre mandarini che stavano languendo in frigo (errore mio che avevo comprato quella varietà con più semi che polpa e che, oggettivamente, invoglia molto poco). Insomma, faccio prima a scrivere come si fa.

Ingredienti

5 tuorli d'uovo
250 cl di latte
4 mandarini
3 cucchiaini di rum scuro
150 gr di zucchero
12 gr di gelatina per dolci in fogli
200 gr di crème fraiche
caramello per decorare

Ho messo a bollire il latte in un pentolino con la scorza grattugiata di 2 mandarini. Intanto che questo freddava, ho battuto molto bene i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una sorta di zabaione chiaro. Ho versato il latte ormai freddo dentro la ciotola con l'uovo battuto, unendo i tre cucchiaini di rum, per poi mescolare gli ingredienti. Quello che si ottiene è un composto liquido che va rimesso sul fuoco e portato lentamente a bollore, mescolando di continuo, in modo che, dopo qualche minuto, si veli il cucchiaio di legno. A fuoco spento ho aggiunto il succo di tre mandarini (filtrato) ed i fogli di gelatina ammollati in acqua fredda e strizzati, dopodichè ho lasciato raffreddare il tutto, mescolando ogni tanto. A crema completamente fredda ho aggiunto la crème fraiche. Apro una breve parentesi su questo ingradiente che fa uscire pazzo chiunque lo cerchi al supermercato... Per prima cosa, è difficilissimo trovarla, la mia fortuna è che il Pim sotto casa generalmente è abbastanza fornito. La prendo sempre di una marca tedesca (vi saprò dire esattamente quale, visto che ora non sono a Roma e non posso controllare) nel banco frigo vicino al burro e agli yogurt. A mio parere per questa bavarese si può agilmente utilizzare anche la normale panna liquida addizionata con un paio di cucchiaini di succo di limone, per creare lo stesso leggero grado di acidità della crème fraiche. In questo caso, però, consiglierei di aggiungere un altro paio di foglietti di gelatina per ottenere la consistenza ideale. Per finire, ho passato un po' d'olio con il pennellino per dolci all'interno dello stampo per bavaresi e vi ho versato dentro il tutto. Basta lasciarlo in frigo qualche ora coperto con un velo di pellicola per alimenti e, al momento di servire, rovesciare su un piatto da portata, guarnendo la bavarese con il caramello e l'ultimo mandarino a spicchi rimasto. Buonissimo, ve lo assicuro!

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