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domenica 23 gennaio 2011

Pane Pitta

Come di consueto, approfitto delle ore libere domenicali per potermi dedicare per benino alle mie creazioni gastronomiche. Questa in particolare risale a qualche fine settimana fa, quando con la mia mamma abbiamo ben pensato di preparare qualche piatto esotico per festeggiare l'Epifania.

Secondo me il pane pitta con l'hummus è un piatto estremamente adatto all'estate, forse un po' meno al clima di questi giorni, ma tant'è. I ceci li avevamo e io avevo proprio voglia di intingere del pane all'uso mediorientale in questa deliziosa salsetta. Tutto questo mi ricorda alcuni aperitivi estivi nelle serate romane, quando tra i vari stuzzichini mi sono vista portare anche dei bicchierini piccolissimi riempiti di questa cremina dorata. 

La ricetta del pane pitta è tratta brutalmente dal blog della mitica Sigrid. Eccola qui. 
La foto da me realizzata è imbarazzante, per quanto è brutta. I mezzi tecnici però sono quelli che sono e anche la mia perizia in materia lascia a desiderare. Credo però basti ad illustrare il piatto e poi non tengo particolarmente a vincere il premio "Donna Hay" per la miglior presentazione fotografica del 2011, non so se mi spiego.

Io nel frattempo mi sto facendo una cultura in materia di birra, preparandomi spiritualmente al mio addio al nubilato a Monaco (dico solo questo: le amiche organizzatrici hanno fermato un appartamento in centro, scegliendolo per la vicinanza alla "Via della Birra"). Inoltre, continuo a piluccare idee dai libroni di Nigella che ad ottobre mi sono stati regalati per il mio compleanno. Chissà che non ne venga fuori qualche spunto interessante per i prossimi post... E per qualche cenetta che faccia contento il mio futuro marito :-)

lunedì 13 dicembre 2010

Sprazzi di baviera: i Pretzeln

Come ogni anno sono arrivata a ridosso della cena natalizia con le amiche. Quest'anno, come da un po' di tempo a questa parte, abbiamo optato per il ristorante bavarese vicino casa, che riteniamo particolarmente adatto al periodo. Cucina discretamente pesante, birre strutturate e grappe di rigore: questo è tutto quello che cerchiamo di contorno agli auguri.

Domenica scorsa, per continuare a giocare con il Kitchen Aid e per cominciare ad entrare in clima, ho pensato di preparare dei Pretzeln da sbocconcellare davanti alla tv, di sera, con qualche fetta di speck altoatesino. E guarda caso sul ricettario arrivato in dotazione ho trovato proprio ciò che cercavo.

Ingredienti

500 gr di farina 00
75 gr di strutto
30 gr di lievito in polvere per impasti salati
40 gr di zucchero
125 ml di acqua tiepida
125 ml di latte tiepido
1 pizzico di sale
1 uovo
1 cucchiaio di semi di sesamo

Agli ingredienti secchi, mescolati nella ciotola della planetaria, ho aggiunto a poco a poco i fiocchetti di strutto ammorbidito, quindi il latte e l'acqua tiepida, a filo, continuando a mescolare con la frusta piatta, a bassa velocità. L'impasto così creato, di consistenza morbida ed elastica, l'ho lasciato lievitare, coperto con un canovaccio, per circa mezz'ora, sopra il termosifone tiepido.

Ho quindi impastato nuovamente il tutto in maniera molto veloce, sulla spianatora di legno, dividendo poi il tutto in 12 panetti. Da ogni panetto ho creato una sorta di lungo grissino (40 cm) di circa 1 cm di diametro.  Ho disposto ciascun "grissino" annodato nella classica forma del pretzel su di una teglia, precedentemente rivestita di carta da forno unta. Ho spennallato i pretzeln con l'uovo battuto e ne ho cosparso la superficie in maniera uniforme con i semi di sesamo. Tenuti circa 30 minuti in forno preriscaldato a 200°, sono una vera delizia. Buoni sia caldi che un po' posati, con salumi e formaggi tipici.

domenica 7 novembre 2010

Torta di rose salata

La latitanza è stata lunga, lo so, e spero di farmi perdonare dai miei pochi aficionados con una ricetta semplice e gustosa, molto adatta a questa domenica sera fredda e uggiosa di inizio novembre. L'idea, in questo caso, è di quel genio della cucina della mia mamma, che riesce sempre a inventarsi qualcosa di interessante per reciclare avanzi e rimasugli, senza buttare niente e, allo stesso tempo, creare delle cenette deliziose per la gioia di noi golosastri.

Si dà il caso che sia avanzato un panetto di pasta di pizza dall'impasto preparato ieri, del peso di circa 500 grammi. E' bastato quindi spianarlo in una sfoglia spessa non piu di mezzo cm e disporvi sopra un paio di salsicce fresche del tipo ciauscolo (frutto dell'ultima scorribanda al paese di mio padre, nelle Marche) sbriciolate a fiocchetti, una decina di pomodori pachino tagliati a cubetti, una mozzarella a fettine e qualche oliva nera a pezzetti. Per completare l'opera è necessario semplicemente arrotolare il tutto e tagliare "la creazione" a fette di 4-5 cm, disponendole in una tortiera foderata di carta da forno unta, spennellando con olio evo ogni singola rosa.

Il lievito dell'impasto fa crescere le fette di rotolo, rendendole simili a rose e facendole unire. E' sufficiente farle riposare sul termosifone acceso per un'oretta. Si inforna per circa 20 minuti a 180° e si serve questa torta salata ancora calda. Noi l'accompagnamo con un bel bicchiere di birra fredda, se voi siete più virtuosi, buon pro vi faccia :-D

domenica 2 maggio 2010

Brownie marmorizzato al burro d'arachidi

Eccovi una variante del brownie che ho scovato curiosando tra le ricette delle mie bloggers preferite. Questa è di qualche mese fa, tratta dal sito di Genny. Perchè tutti questi brownies concentrati in così poco tempo, si chiederà qualcuno... E' molto semplice: trovo che sia una ricetta ottima per smaltire il surplus di uova di pasqua che ci riempiono casa da marzo all'inizio dell'estate (a casa mia capita , perchè ne ricevo ancora tante, quasi fossi ancora una bimba). In più, è semplice, veloce da preparare e non mi toglie troppo tempo in questi giorni, che sono occupatissima al lavoro fino a tarda ora e contemporaneamente devo pensare ad organizzarmi per il week end a Londra e per il viaggetto a New York di fine mese... Eccola:


Ingredienti

115 gr di burro
170 gr cioccolato fondente
70 gr farina
20 gr cacao amaro in polvere
1 bustina di lievito per dolci
1/4 di cucchiaino di sale
120 gr di zucchero di canna
3 uova
1 bustina di vanillina

Per la copertura al burro d'arachidi
50 gr burro fuso
40 gr zucchero bianco
200 gr  di burro d’arachidi
1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 160° e imburrare della carta da forno, posizionandola all'interno di uno stampo per plum cakes.  Far fondere il cioccolato con il burro, lasciar freddare, quindi unire la farina setacciata, il lievito, il sale e lo zucchero. Per concludere, aggiungere la vanillina.

Preparare la copertura, mescolando tutti gli ingredienti tra di loro fino ad avere un impasto liscio. Il burro d'arachidi, per altro, ormai si trova facilmente anche al supermercato. Io preferisco la varietà non perfettamente liscia, che permette di sentire la consistenza croccante delle noccioline sotto i denti.

Versare un terzo dell’impasto al cioccolato nello stampo, coprire con parte dell'impasto al burro di arachidi, poi aggiungere dell'altro impasto al cioccolato e finire con la restante crema al burro d'arachidi. Mescolare con un coltello per creare l’effetto marmorizzato. Infornare per 45 minuti , poi lasciare raffreddare a tagliare a quadrotti.

giovedì 8 aprile 2010

Cake salato al gorgonzola, noci e fagiolini

Abbiamo finito di cenare da poco. Del resto, sono solo le 22.30! Questi, in definitiva, sono i ritmi di due workaholics impenitenti. Ora, giusto il tempo di inserire quest'altra ricetta sfoggiata durante il pic nic di Pasquetta, e poi mi infilo sotto le coperte con il mio SOV (i patiti di Scrubs conoscono il significato dell'acronimo!) a guardare la seconda puntata di Nurse Jackie, quella che potrebbe rivelarsi un'altra serie televisiva spettacolare targata Showtime.

Bando alle ciance, dunque. L'ispirazione, anche in questo frangente, mi arriva dall'ottima Alessia di Muffins cookies e altri pasticci che, non mi vergogno affatto ad ammetterlo, al di là dei vari libri di cucina che ho in casa, cucchiai d'oro e ricettari della mamma, forma con Babs e Sigrid la mia triade d'oro in materia culinaria: quando non so bene come ammazzare un ingrediente che ho in casa so che consultando le pagine di una qualsiasi delle blogger in questione (queste tre, ma non solo, in realtà), quasi di sicuro riuscirò a portare a casa il risultato.

Ingredienti


250 gr. di farina 00
150 gr. di fagiolini
100 gr. di gorgonzola piccante
50 gr. di gherigli di noci pecan
3 uova
1 dl di latte
4 cucchiai di olio evo
1 bustina di lievito per torte salate
1 pizzico di sale

Rimbocchiamoci le maniche. Ho pulito i fagiolini, eliminando le estremità e i filamenti, per poi tagliarli a metà, in modo da dimezzarne la lunghezza. Li ho cotti in acqua bollente salata per una manciata di minuti, quindi li ho scolati e messi brevemente a bagno in acqua e ghiaccio, per fare in modo che conservassero un bel colore verde brillante. Quindi, li ho tamponati con un panno pulito.

Utilizzando una frusta a mano, ho nel frattempo sbattuto le uova con un pizzico di sale, quindi, aiutandomi con un cucchiaio di legno, ho incorporato la farina setacciata insieme al lievito. Una volta ottenuto un composto omogeneo, ho aggiunto i fagiolini, il gorgonzola a cubetti, le mie adorate noci pecan tritate grossolanamente, il latte e l'olio, mescolando velocemente il tutto.

Alla fine, ho rivestito uno stampo da plumcake con della carta da forno bagnata e strizzata, e vi ho versato l'impasto. Via nel forno già caldo a 200° per circa 35 minuti, e quando infilzando il cake con i rebbi di una forchetta, questi escono asciutti, significa che la nostra torta salata è pronta per essere lasciata riposare qualche minuto a forno caldo ma spento e tagliata a fette.

Sono sicura che adorerete sbocconcellarla con fettine di pancetta coppata, culatello, o con qualsiasi salume di vostro gradimento.

martedì 6 aprile 2010

Pic nic di Pasquetta con il Brownie

Auguri in ritardo! Insomma ieri, sperando in un tempo abbastanza clemente, io ed il mio fidanzato abbiamo deciso di aggregarci al suo fratellino con relativa morosa per la classica gita fuori porta di pasquetta. Inutile dirlo, ha piovuto tutto il tempo. O meglio, attaccava a piovere ogni volta che mettevamo piede fuori dalla macchina. Non tanto, eh... Giusto quanto bastava per sottolineare che anche se eravamo una bella compagnia di stupidotti pronti a divertirci, non proprio tutto poteva dipendere dalla nostra volontà di fare festa.

A parte questo, il paesino meta della nostra scampagnata è stato Civita di Bagnoregio, un borgo medievale arroccato su un'altura rocciosa, ormai quasi del tutto spopolato, in provincia di Viterbo. E lì, ho colto l'occasione per acquistare una grappa al miele (buonissima!) ed una bottiglia di liquore alle erbe aromatiche che mi ispirava particolarmente, il tutto prodotto da un vinicultore del luogo.

Approfittando di un raro momento di tregua dalla pioggia, abbiamo consumato un pranzetto goloso, anche se sufficientemente frugale, a base di panini fatti in casa, torta salata e l'immancabile brownie, dolce adatto allo smaltimento delle quantità industriali di cioccolata che girano per casa in questo periodo festivo.

Questa ricetta, in particolare, mi è stata fornita dalla mia amica Raffaella e, a mio parere, dà proprio il meglio di sè quando viene servita calda e accompagnata da una pallina di gelato, gusto caramello o crème brulée.

Ingredienti

250 gr di cioccolato fondente
150 gr di burro
3 uova
150 gr di zucchero
60 gr di farina
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

Ho messo a fondere in un pentolino antiaderente il cioccolato con il burro e, nel frattempo, ho sbattuto bene le uova intere con lo zucchero ed un pizzico di sale. Ho quindi unito a questa sorta di zabaione la farina setacciata con la vanillina ed il cioccolato fuso. Per finire, ho infornato il tutto in uno stampo da plum cake precedentemente rivestito di carta da forno imburrata. Il trucco per un buon brownie è la consistenza del composto, che dev'essere perfettamente liscia e priva di grumi e la temperatura del forno, che occorre accendere con un certo anticipo, regolandolo alla temperatura di 180°. Tenendo il dolce in forno per circa trenta minuti, la consistenza sarà compatta e deliziosamente "screpolata" esternamente, ma ancora praticamente liquida all'interno. Per quanto mi riguarda, questo è il giusto punto di cottura del brownie. Chi gradirà un dolce più compatto. dovra soltanto tenerlo al caldo per almeno una decina di minuti in più. Ma a quel punto il cioccolato avrà perso il suo aspetto di lava incandescente e, con esso, se ne sarà andata parte del divertimento. Un dessert davvero peccaminoso, ma per appetiti robusti... come noi quattro ; )

sabato 27 marzo 2010

Quesadillas of Love!

Sapete che c'è di nuovo? Oggi non si cucina. Stamattina io ed il mio Biondo ce la siamo presa molto comoda, ora abbiamo voglia di rilassarci e riposarci perchè la settimana è stata pesante per entrambi, ma nonostante tutto ci sono state coccole, chiacchiere e le chiacchiere sono state così proficue, così piacevoli, e hanno portato a conclusioni così interessanti che sono di ottimo umore... In più sta anche uscendo il sole.

Quando le condizioni sono così favorevoli, sarebbe un peccato rovinare tutto non cedendo all'autoindulgenza. E allora stasera andremo di Quesadillas, gustosissime piadine alla maniera messicana. Caloriche, ma tanto ho già perso 4 kg in due mesi, quindi lo strappo alla regola è ampiamente concesso!

La ricetta è quella della nostra cuocona inglese Nigella. Enjoy this!

martedì 23 marzo 2010

I calzoni al forno con l'impasto di mamma

E finalmente arriviamo al tasto dolente dei lievitati. La ricetta che vado a proporre, almeno per quanto riguarda la pasta, si tramanda di madre in figlia nel ramo abruzzese della mia famiglia. Era la ricetta con cui mia nonna preparava le "pizz'onte", gustosissime frittelle a base di impasto per la pizza, che permette a mia madre di sfornare una la splendida pizza, spesso con pomodoro, mozzarella, tonno e verdure, la cui sporadica mancanza sulla tavola la domenica sera provoca sempre grandi proteste da parte mia e del mio babbo (viziati!) e, molto più modestamente, con cui io mi diverto a creare dei piccoli calzoni aromatici da servire bollenti, ogni volta che ci viene voglia.

Perchè tasto dolente, allora? Semplicemente perchè padroneggio ancora in maniera incerta l'arte dell'impasto di preparati come pizza, focaccia et similia e ammetto che ancora oggi all'idea che la pasta venga grumosa, non disponendo ancora di una planetaria, o che lieviti troppo poco, o che rimanga troppo secca, mi vengono i sudori freddi. La materia è ostica e spinosa, gli impasti sono creature delicate, che si inalberano per un nonnulla, rovinando la preparazione di una buona pizza. 2 cucchiai di acqua di troppo o una cucina non abbastanza calda rischiano di mandare in malora la fatica di mezzo pomeriggio. Occorre cautela e sangue freddo, per come la vedo io. Ma prima o poi riuscirò a padroneggiare la materia con la stessa nonchalance di mia madre, che sfoggia sempre robetta meravigliosa, senza perdere un colpo.

Dunque l'altra sera, appena ristabilita da una brutta influenza di stomaco, e con la fame nera di chi per due giorni si è nutrito solo di riso bollito e insalatina, ho pensato di preparare per cena dei calzoni ripieni (non fritti, ma al forno, stavolta mi sono data una regolata). Ecco a voi cosa ne è venuto fuori!

Ingredienti (per circa 8 calzoni)

1 kg di farina 00
2 cubetti di lievito di birra
acqua tiepida qb
80 gr di strutto (in mancanza, va bene anche il burro)
30 gr di sale
20 gr di zucchero

per il ripieno

2 mozzarelle
200 gr di prosciutto crudo

per la copertura

3 cucchiai di olio evo
2 mazzetti di rosmarino fresco
2 cucchiaini di origano essiccato

Creando la consueta fontana e aggiungendo il sale per ultimo, si impastano bene gli ingredienti. Solitamente odio chi, nel proporre una qualsiasi ricetta, non scrive le dosi precise ma davvero, in questo caso, non è possibile fare una stima precisa dell'acqua tiepida necessaria. Dipende essenzialmente dalla farina che utilizzate e dalla sua capacità di assorbire i liquidi. Per non sbagliare, consiglio di cominciare con una grossa tazza da caffelatte colma, in cui far sciogliere i due cubetti di lievito, cominciare ad impastare con questa, aggiungendone poca alla volta ed, eventualmente, aumentare la dose, ma sempre procedendo per gradi. Il concetto è i"mpastare - aggiungere acqua - impastare - aggiungere acqua", finchè la pasta non raggiunge la consistenza giusta, che è nè troppo molle, nè troppo secca, ma umidina al punto giusto, elastica e liscia come il sedere di un bambino piccolo.

Questa bella palla liscia (stavolta mi è venuta proprio bene, constato con un sospiro di sollievo) la metto a riposare un'ora dentro il forno spento ma caldo. La reimpasto altri due minuti e la rimetto a riposare, ancora una volta, per una mezz'oretta. Quando la croce che ho creato col coltello non è più visibile, significa che l'impasto è pronto. Posso a questo punto accendere il forno a 220°. Ricavo 8 palline che stendo col matterello, al centro delle quali posiziono qualche cubetto di mozzarella e un paio di fette di prosciutto crudo, quindi chiudo i calzoni come se stessi creando dei grossi ravioli, facendo attenzione che restino sigillati e non fuoriesca nulla.

Sistemo i calzoni, che già hanno un bell'aspetto tronfio e morbido, su due placche da forno, precedentemente coperte dall'apposita carta, quindi li spennello con l'olio d'oliva e li cospargo di origano e rosmarino tritato col coltello. Trenta minuti in forno e, appena la pasta comincia appena a colorirsi, la nostra cena è pronta. Mi piace mangiare sul letto, con una birra belga nella destra e la sinistra che impugna un calzone caldo. Qualcuno lo definirebbe un modo cialtronesco di affrontare il momento del pasto, ma tant'è ; )

sabato 13 marzo 2010

Quel sapor mediorentale, parliamo di hummus

Stavolta cambiamo un po' genere e ci spostiamo in medioriente. Ieri sera, come ogni venerdì sera, mi sono presa il mio tempo per sistemare un po' casa, visto che ho passato una settimana infernale tra lavoro ed uscite serali e avevo qualche arretrato, tipo lavatrici da fare, lenzuola da cambiare e robetta così. Nonostante tutto, avevo voglia di mangiare qualcosa di buono, senza impiegare un'eternità a spadellare, affettare, cuocere etc. Allora, dato che avevo portato a casa della focaccia croccantina e che aprendo la credenza mi è caduto l'occhio sulla tahina, altro piccolo tesoro di non facile reperibilità (salsa libanese a base di sesamo), ho pensato di preparare dell'hummus da servire con la focaccia, per accompagnare quei buonissimi hamburger di vitello e melanzana preparati da Santa Mamma, e che si cuociono sulla piastra in due minuti due. E poi il venerdì sera è così bello guardare un filmone a letto con la panza piena di cose saporite! Poi si dorme molto meglio ; ). Btw, non ho dormito meglio manco per niente, dato che c'è venuta voglia di vedere Revolutionary Road, gran film, per carità, ma così triste che alla fine mi sono dibattuta tutta la notte in incubi a base di abbandono e litigi. Vabè. Venerdì prossimo si va di Lando Buzzanca e Lino Banfi prima maniera!

Ingredienti

250 gr di ceci
2 cucchiai colmi di tahina
2 spicchi d'aglio
2 cucchiai d'olio
1 punta di cucchiaino di paprica
1 punta di cucchiaino di peperoncino in polvere
un mazzetto di prezzemolo tritato
il succo di un limone
un pizzico di sale

Partiamo dal presupposto che ho usato ceci Cirio in barattolo. Ora, so che qualche anima candida obietterà che "noooooo, i ceci freschi sono molto meglio". Sono certa che sia così. Il problema è che i ceci freschi vanno tenuti a bagno una notte e poi lessati e francamente ieri non ne avevo nè voglia, nè tempo (non è che durante il giorno io stia proprio a smacchiare leopardi, per dirla tutta). Quindi, passando di volata al supermercato, ho preso un bel barattolo di ceci pronti... Ecco, magari, non è il caso di tirare tanto sul prezzo e puntaree alla qualità, quello ve lo concedo. Tornando a noi, ho sgocciolato i ceci e li ho messi in una ciotola assieme agli altri ingredienti e ho frullato tutto per un minuto con il minipimer. E' mia ferma intenzione comprare il Bimby quanto prima, come qualcuno già sa, ma questa è un'altra storia. Vi assicuro, servito con la focaccia calda di forno, l'hummus è una delizia in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.
Apro una piccola parentesi sui cibi difficili da trovare, tipo la tahina, le noci pecan, la créme fraiche (questi ultimi due visti nelle puntate precedenti). So che può essere frustrante mettersi in cerca di certi ingredienti. Per questo consiglio vivamente di individuare, nella vostra città, un emporio di prodotti simil coloniali o un ingrosso, o un supermercato grande e fornito e perdere del tempo, ogni tanto, a curiosare tra gli scaffali. Davvero non si finisce mai di scoprire. A Roma, ad esempio, è strafacile: basta andare da Castroni, nota catena di negozi nati come semplici torrefazioni e che negli anni hanno cominciato ad ingrandirsi e ad offrire prodotti d'importazione. Una meraviglia per gli occhi, in poche parole. Ora non saprei più come farne a meno!

sabato 6 marzo 2010

Bavarese al rum e mandarino

Ed eccoci arrivati al week end! Sono finalmente riuscita a fare un salto su in Brianza dai miei, che non vedevo da Natale, anche se come di consueto si tratta più di una toccata e fuga che di una visita con tutti i crismi. Quindi questo pomeriggio mi darò al relax più spudorato, e intendo dire che voglio fondermi con il divano del salotto e vedermi almeno un paio di bei filmoni in compagnia di mamma, babbo e zia. Stamattina dal dentista mi sono stressata anche troppo, per i miei gusti ; ) Per il momento "cinema" proporrò Revolutionary Road di Sam Mendez, che l'anno scorso ho bucato per eccesso di impegni cinematografici e stasera, dopo una bella cena a base di pizze fritte e salame - la cena dei campioni - pensavo al Duello Frost Nixon. Un filmone impegnato ma non pesante che potrebbe sicuramente piacere al mio pubblico.
Prima di tutto questo, però, smaltisco davanti al pc il favoloso pranzo di oggi, approfittandone per postare la ricetta della Bavarese al rum e mandarino che ho sfoggiato per il pranzo domenicale coi nonni del moroso settimana scorsa. E' venuta proprio bene, vellutata e non pesante, lontana anni luce dalla consistenza paludata di certe panne cotte/budini che mangi in giro... Tra l'altro, la creazione è stata alquanto utile per levare di mezzo tre mandarini che stavano languendo in frigo (errore mio che avevo comprato quella varietà con più semi che polpa e che, oggettivamente, invoglia molto poco). Insomma, faccio prima a scrivere come si fa.

Ingredienti

5 tuorli d'uovo
250 cl di latte
4 mandarini
3 cucchiaini di rum scuro
150 gr di zucchero
12 gr di gelatina per dolci in fogli
200 gr di crème fraiche
caramello per decorare

Ho messo a bollire il latte in un pentolino con la scorza grattugiata di 2 mandarini. Intanto che questo freddava, ho battuto molto bene i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere una sorta di zabaione chiaro. Ho versato il latte ormai freddo dentro la ciotola con l'uovo battuto, unendo i tre cucchiaini di rum, per poi mescolare gli ingredienti. Quello che si ottiene è un composto liquido che va rimesso sul fuoco e portato lentamente a bollore, mescolando di continuo, in modo che, dopo qualche minuto, si veli il cucchiaio di legno. A fuoco spento ho aggiunto il succo di tre mandarini (filtrato) ed i fogli di gelatina ammollati in acqua fredda e strizzati, dopodichè ho lasciato raffreddare il tutto, mescolando ogni tanto. A crema completamente fredda ho aggiunto la crème fraiche. Apro una breve parentesi su questo ingradiente che fa uscire pazzo chiunque lo cerchi al supermercato... Per prima cosa, è difficilissimo trovarla, la mia fortuna è che il Pim sotto casa generalmente è abbastanza fornito. La prendo sempre di una marca tedesca (vi saprò dire esattamente quale, visto che ora non sono a Roma e non posso controllare) nel banco frigo vicino al burro e agli yogurt. A mio parere per questa bavarese si può agilmente utilizzare anche la normale panna liquida addizionata con un paio di cucchiaini di succo di limone, per creare lo stesso leggero grado di acidità della crème fraiche. In questo caso, però, consiglierei di aggiungere un altro paio di foglietti di gelatina per ottenere la consistenza ideale. Per finire, ho passato un po' d'olio con il pennellino per dolci all'interno dello stampo per bavaresi e vi ho versato dentro il tutto. Basta lasciarlo in frigo qualche ora coperto con un velo di pellicola per alimenti e, al momento di servire, rovesciare su un piatto da portata, guarnendo la bavarese con il caramello e l'ultimo mandarino a spicchi rimasto. Buonissimo, ve lo assicuro!

mercoledì 3 marzo 2010

Minimuffins al bacon

Ok, sono stanca morta, ma valeva proprio la pena di pubblicare la mia creazione domenicale. Prima di tutto, comunque, sono contentissima di aver potuto vedere le foto dell'addio al nubilato della mia amica Raffaella. E' stata una gran bella serata e mantenerne il ricordo con le foto scattate da Manuela, la sorella dello sposo, che ha avuto la santa pazienza di immortalarci in momenti più o meno - decisamente meno - di classe, non ha veramente prezzo. Carica come sono, nonostante la massacrante giornata lavorativa di primo vero impatto con un pubblico più burino che mai, posso anche buttare l'ultimo residuo di energia nel pubblicare la ricetta di questi piccoli muffins al bacon (o pancetta della Perfida Albione, se vi aggrada).
Intanto, chi ha detto che i muffins sono solo quei simpatici dolcetti destinati ad allietare la colazione, la merenda ed il dopo cena di noi golosi gourmand (non mi va di controllare se si scrive davvero così, quindi eventualmente perdonate la mia scarsa padronanza del francese)? In realtà qualsiasi ingrediente minimamente appetibile, dolce o salato che sia, è il perfetto candidato per diventare protagonista dei suddetti irresistibili "pasticcini". Questi, ad esempio, sono perfetti come antipasto, serviti magari con qualche fettina di salame stagionato o accompagnati a del formaggio francese, tipo camembert, o brie.

Ingredienti

250 gr. di farina 00
50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
1 bustina di lievito per impasti salati
2 cucchiaini rasi di sale (io uso il sale rosa dell'Himalaya, meno sapido e più salutare)
250 gr di latte
50 gr d'olio evo
1 uovo grande
100 gr di bacon
100 gr di fontina

Ricordiamoci, per prima cosa, di preriscaldare il forno a 180°. Si procede quindi, come per tutte le ricette dei muffins, unendo in una ciotola gli ingredienti secchi, come in queso caso la farina setacciata, il lievito, il sale (aggiungendolo in seguito per evitare che agisca da antagonista del lievito, anche se non dovrebbe) ed il parmigiano. In un'altra ciotola, si sbatte bene l'uovo con il latte e l'olio, quindi si versano gli ingredienti secchi e si mescola il tutto, in modo da creare una pastella piuttosto consistente. Il fatto che il composto rimanga granuloso costituisce, in queste ricette, soltanto un plus. In fine, si uniscono il formaggio ed il bacon tagliati a cubetti. Una volta imburrati e infarinati gli stampini per i muffins, si riempiono per metà con la nostra pastellozza, facendo uso di un mestolino. Personalmente, ho utilizzato uno di quegli stampi sagomati che vendono da Ikea, l'ho pagato poco e fa il suo bravo lavoro. L'unico piccolo inconveniente, se così possiamo chiamarlo, è che, più che dei muffins, crea dei MINImuffins tipo panettoncini. Ma va bene così! Torniamo a noi: si inforna per 15-20 minuti e basta. Vedremo che i minimuffins si staccano da soli e con facilità, semplicemente rovesciando su un piatto la teglia. Serviti appena tiepidi con i salumi ed un buon bicchiere di bianco tipo Prosecco di Valdobbiadene alla giusta temperatura sono la morte sua ; )

sabato 27 febbraio 2010

Le Melizze di Luciana Littizzetto

Ed ecco la seconda stramberia che ieri sera ha fatto bella mostra di sè sulla nostra tavola. Le Melizze! Questo contorno è nato dall'esigenza di smaltire un po' di melanzane grigliate (ne avevo effettivamente cotte troppe) presentando qualcosa di gustoso, chè altrimenti io ed il mio moroso ci annoiamo, a mangiare sempre le stesse cose : ) Allora ho pensato a questa ricettina veloce, ispirata da Luciana Littizzetto che, non ricordo in che occasione, parlava di quello strano stato d'animo per cui si è indecisi tra la pizza e la parmigiana di melanzane, e allora perchè non optare per entrambe? Se non ricordo male, poi, la comica torinese proponeva di preparare questa crasi culinaria friggendo le melanzane - ma, come dicevo, io le avevo già belle che pronte grigliate - sovrappenendo la mozzarela di bufala, che io ieri sera non avevo in frigo, e spolverizzando il tutto con il parmigiano grattugiato. Ma, come al solito, ho fatto a modo mio. Ora vi dico come.

Ingredienti

2 piccole melanzane tonde
200 gr di fontina
300 gr di momodorini tipo ciliegino
origano
sale
pepe
olio evo

Ho preso queste benedette fette di melanzane grigliate che avevo in sovrappiù e le ho disposte in una teglia, sulla carta da forno. Ho tagliuzzato i pomodorini in 8 pezzi, raccogliendoli poi in una ciotola e condendoli con l'olio, un pizzico di sale, una grattatina di pepe e l'origano (che io adoro), dopodichè ho tagliato la fontina a cubetti. Ho cosparso le mie melanzane con i due ingredienti magici e, tocco finale, ho irrorato con una goccina d'olio e con un ulteriore aggiunta di origano. Niente parmigiano che, a mio parere, finirebbe per mortificare il connubio felicissimo della melanzana con l'origano. 5 minuti in forno preriscaldato a 220° e poi ho servito con un bel sorriso trionfale sulla faccia!

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